Break-even point delle BEV

Un’ analisi del socio CAReGIVER , Luigi Piano

Sono i chilometri che un veicolo elettrico deve percorrere per compensare
completamente le sue maggiori emissioni di produzione

La transizione dai veicoli con motore a combustione interna (ICE) ai veicoli elettrici (EV) è ampiamente considerata una strategia chiave per ridurre le emissioni di gas serra derivanti dal trasporto su strada. Tuttavia, il vantaggio climatico dei veicoli elettrici non è immediato e non può essere valutato esclusivamente considerando le loro emissioni allo scarico pari a zero. Richiede invece una prospettiva del ciclo di vita, che tenga conto delle emissioni generate durante la produzione del veicolo, l’approvvigionamento energetico e l’utilizzo nel tempo.

Un concetto centrale in questo confronto è il punto di pareggio (break-even point) della CO₂. Si tratta della distanza percorsa (o del tempo di servizio) in cui le emissioni cumulative di gas serra di un veicolo elettrico diventano uguali, e successivamente inferiori, a quelle di un veicolo ICE comparabile. Prima di raggiungere questo punto, il veicolo elettrico presenta in genere emissioni totali più elevate a causa della produzione ad alta intensità di carbonio di batterie e trasmissioni elettriche. Successivamente, il veicolo elettrico ottiene un vantaggio grazie alle minori emissioni operative.

Il punto di pareggio si verifica perché i veicoli elettrici e quelli ICE distribuiscono le loro emissioni in modo molto diverso durante il loro ciclo di vita. I veicoli a combustione interna (ICE) hanno emissioni relativamente inferiori in fase di produzione, ma emettono CO₂ in modo continuo durante l’uso attraverso la combustione del carburante. I veicoli elettrici, al contrario, concentrano una quota maggiore delle loro emissioni in anticipo, principalmente dalla produzione delle batterie, producendo poche o nessuna emissione diretta durante il funzionamento. Man mano che il veicolo è in funzione, le minori emissioni per chilometro del veicolo elettrico compensano progressivamente il suo maggiore “debito di carbonio” iniziale.

È importante sottolineare che il punto di pareggio non è universale. Dipende da diversi fattori, tra cui:

  • L’intensità di carbonio nella produzione dell’elettricità utilizzata per la ricarica,
  • L’efficienza e le dimensioni della batteria,
  • L’intensità delle emissioni della produzione di veicoli e batterie e
  • Il chilometraggio annuo e la durata del veicolo.

Di conseguenza, la distanza di pareggio può variare da poche decine di migliaia di chilometri nelle regioni con elettricità a basse emissioni di carbonio a ben oltre 100.000 chilometri nelle aree in cui la produzione di elettricità si basa in larga misura sui combustibili fossili.

Comprendere il punto di pareggio è fondamentale per valutare i reali benefici climatici dell’elettrificazione dei trasporti, per confrontare le opzioni politiche tra i diversi Paesi e per prevedere come questi benefici evolveranno nel tempo con la decarbonizzazione dei sistemi energetici e dei processi produttivi. Piuttosto che chiedersi se i veicoli elettrici siano “puliti” o “sporchi” in termini assoluti, il quadro di riferimento del punto di pareggio evidenzia quando, dove e in quali condizioni la mobilità elettrica offre riduzioni significative delle emissioni di gas serra.

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