
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL QUOTIDIANO
25 Novembre, 2023 | 9:30 - 12:30
Il 25 novembre 2023 si è svolto presso il Politecnico di Torino un convegno (su iniziativa ed organizzazione di CAReGIVER) dedicato all’Intelligenza Artificiale, ai suoi sviluppi ed ai risvolti che questa nuova tecnologia avrà sicuramente nei confronti di tutti noi.
I lavori sono iniziati con i saluti del Rettore del Politecnico Ing. Guido Saracco che ha evidenziato l’importanza di una formazione adeguata in tema di Intelligenza Artificiale per le giovani generazioni e con il saluto del Prof. Vincenzo Camarda, delegato del Sindaco di Torino.
Successivamente Renzo Porro ha introdotto i lavori, ricordando a tutti l’importanza della IA e l’impatto che questa avrà sulla nostra società.
Riporto qui di seguito il testo del suo intervento:
Buongiorno a tutti e grazie per essere intervenuti……..
Introduco io questo argomento anche se sono solo un modesto orecchiante dell’IA, perché questa rivoluzionaria tecnologia modificherà l’esistenza di tutti noi.
E se è così, è necessario che tutti noi, anche se non esperti, ce ne occupiamo, pur se a diversi livelli di comprensione e competenza.
Infatti la IA promette, tra l’altro una manifattura più efficiente, trasporti più semplici, mercati più veloci e liberi, raccolti più abbondanti, diagnosi mediche più precise e tempestive, soluzioni possibili ai problemi legati all’invecchiamento della popolazione.
E molto altro.
Tutto bene dunque?
No, c’è anche il rischio di imbrigliare la libertà personale come con il sistema dei crediti in Cina, i pregiudizi nei dati, le frodi, le fake news, la maggior efficienza delle operazioni belliche in battaglia…
Come al solito, le tecnologie sono neutre in rapporto al bene o al male che possono provocare, gli uomini le utilizzano bene o male.
E dunque abbiamo la responsabilità di essere bene informati per godere dei vantaggi e per evitare le trappole che si nascondono nella volontà di chi vuole utilizzare la tecnologia per fini impropri.
L’IA è entrata nella vita della maggior parte di noi attraverso alcuni film.
2001: Odissea nella spazio, Blade Runner.
Oggi i relatori ci parleranno di cose più reali nelle quali l’IA da un grande contributo e proporranno considerazioni di carattere generale per capire come convivere con questa tecnologia nata circa 70 anni orsono e oggi in fase di tumultuosa evoluzione.
Sono molto grato a tutti loro per aver accettato con entusiasmo l’invito a essere presenti qui.
Sono particolarmente grato alla dottoressa Paola Zambon che, oltre che relatrice, farà anche da moderatrice, sopportando un doppio peso.
Grazie e Buon ascolto!
Dopo l’introduzione di Renzo Porro, hanno preso la parola i vari oratori tra i quali il nostro Francesco Forleo che ha presentato un interessantissimo squarcio sugli aspetti legati a etica e responsabilità (vedere slide)
Oltre a Renzo ed a Francesco, riporto qui di seguito, in ordine alfabetico, i nomi dei vari relatori
-Giuseppe Anerdi, Ing. nucleare e esperto di robotica. Fondatore dell’EZ-lab, centro di ricerca per le tecnologie robotiche di supporto alla longevità, che ha anche diretto all’Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa
-Barbara Caputo, Prof. – Dipartimento di Automatica e Informatica del Polito e referente del Rettore per la AI.
-Stefano Pedemonte, Ing. – fisica medica e bioingegneria – diagnostica medica
-Paolo Persi del Marmo, Ing., A.D. NTSG Italia, – fibre ottiche per la diagnostica di infrastrutture
-Mario Rasetti, Professore Emerito di Fisica Teorica Polito, presidente della Fondazione ISI, consigliere della Commissione Europea, premio Majorana nel 2011.
-Francesco Ricciardi, Ing. Informatico – A.D. CEO Bylogix – elettronica automotive
Moderatrice dell’incontro è stata Paola Zambon, Dottore Commercialista, esperta «GDPR-Privacy Il Sole 24 Ore», Presidente Associazione ICT
La prof. Barbara Caputo ha anche ricordato come l’Intelligenza Artificiale possa essere utilizzata efficacemente contro la violenza sulle donne.
Ha detto Caputo: “Oggi, nella giornata contro la violenza sulle donne, vorrei ricordare Giulia Cecchettin. Se le telecamere di sorveglianza fossero collegate agli algoritmi della IA, probabilmente sarebbe scattato un avviso a intervenire in tempo reale. Ecco un esempio concreto, attuale, di IA al servizio della persona. Oggi non è così, è purtroppo le immagini riprese servono soltanto ai fini giudiziari. Speriamo che presto servano anche a salvare le persone.”
Qui di seguito troverete, oltre ad un breve video dell’evento realizzato da Raffaello Porro, le varie slide presentate ed il testo che ha accompagnato la presentazione di Renzo Porro.
Testo e slide presentazione introduttiva ing. Porro
L’importanza della IA oggi
Chi dominerà l’IA dominerà il mondo (Vladimir Putin)
…purché sappia immedesimarsi nella situazione dell’avversario (Henry Kissinger).
Di questo sono pienamente convinti sia gli Stati Uniti che la Cina.
Perché?
La IA porta enormi miglioramenti in tutte le attività umane.
E l’importanza della IA si vede bene nella competizione USA-CINA in questo campo.
Secondo il piano cinese del 2017 la IA potrebbe portare ad un incremento del PIL cinese del 26% entro il 2030 e rivoluzionare la loro intera struttura socioeconomica.
Esso prevede, tra l’altro e per dimostrare quanto invasiva sia la IA, di siglare accordi in MO sull’IA in modo da raccogliere dati sulle comunità locali e verificare l’emergere di entità terroristiche che potrebbero penetrare in Cina attraverso lo Xinjian
Gli investimenti effettuati worldwide per la IA a oggi ,e per quanto se ne sa, hanno superato i 150 miliardi di dollari e proseguono a ritmo crescente: nessuno investirebbe somme così elevate se non se ne aspettasse ritorni adeguati in termini economici ma soprattutto di potere (per inciso in Italia nel 2021 si sono investiti 0,38 miliardi di dollari).
È infatti in gioco il primato globale del mondo fra Stati Uniti e Cina.
Ricordo che il secolo XX è stato definito americano, preceduto dal XIX l’inglese, dal XVIII l’olandese, preceduto dallo spagnolo e, come primo nominato, dal portoghese : il Cinquecento.
Come sono posizionati i due antagonisti relativamente ai fattori che definiscono la forza della loro IA?
Vediamolo!
La IA si basa su tre tecnologie fondamentali: dati, algoritmi, potenza di calcolo.
Nessuno di questi potrebbe però funzionare senza il supporto di microprocessori e microchip avanzati, progettati per la massima efficienza e velocità nello svolgimento delle elaborazioni richieste dalla IA: nei microchip oggi è in corso di sviluppo il nodo 5 nanometri.
Si possono controllare e tenere riservate le tecnologie ricordate prima?
Vediamo.
I dati non si controllano: sono specifici nell’utilità, si acquisiscono ovunque, si possono conservare senza problemi e si applicano facilmente.
Gli algoritmi sono processi logici al pari della razionalità umana che tentano di emulare: Alquanto difficili da controllare.
Ma gli Stati Uniti includono la IA fra le tecnologie in competizione con la Cina assieme ai semiconduttori, al calcolo quantistico, alla biologia e alle tecnologie verdi e molti strumenti che sono stati open source fino a pochi anni fa non lo sono più.
E la potenza di elaborazione?
Per capirlo possiamo limitare il discorso ai microchip.
Vediamo chi li progetta, li produce, li utilizza…
Li progettano soprattutto gli Stati Uniti (Sinopsis e Cadence) e da essi dipendono anche i fabbricanti cinesi ai quali Washington intende precludere ogni serio progresso.
Li producono soprattutto la coreana la taiwanese TSMC, la coreana Samsung e la INTEL.
La TSMC si è concentrata sulla eccellenza della manifattura e sulla riduzione del cycle time e produce il 55% di tutti i microchip del mondo e oltre il 90% dei più avanzati.
La strumentazione indispensabile per la produzione è ancora soprattutto Usa, (anche se Giappone e Olanda sono presenti sul mercato).
Questa distribuzione di competenze ha permesso alla taiwanese TSMC di avere un ruolo talmente importante da condizionare, così si pensa e almeno in parte, la politica della Cina verso l’annessione di Taiwan.
Infatti gli stabilimenti della TSMC si autodistruggerebbero in caso di invasione da parte della Cina.
La primazia nel campo dei microchip al momento è saldamente in mano agli Stati Uniti così come l’HW e il SW di base mentre la Cina ha un vantaggio competitivo nei SW applicativi.
Poiché il controllo dell’esportazione di algoritmi e programmi di sviluppo è difficile il Governo americano sta focalizzandosi sulle componenti HW dell’AI e dell’apprendimento automatico: processori grafici, field programmable gate array e altri semiconduttori usati per far condurre operazioni di IA nel cloud e la competizione si gioca nel massimizzare l’efficienza di calcolo e nell’ impedire che i semiconduttori più avanzati possano essere usati in sistemi d’arma che richiedono alte prestazioni computazionali.
È così la taiwanese TSMC e la britannica ARM hanno sospeso la collaborazione con i cinesi su questo argomento.
È questa degli Stati Uniti una politica corretta per la stabilità del mondo?
Il Presidente Biden si preoccupa che l’economia cinese rallenti, come sta rallentando anche a causa di queste restrizioni tecnologiche perché, dice, “in difficoltà si fanno brutte cose”.
Per fortuna nelle scorse settimane si è notato un riavvicinamento fra Cina e Stati Uniti.
E allora, servirà lo spauracchio distruzione di TSMC a raffreddare la situazione?
Torniamo al nostro piccolo mondo evocato dell’IA. Tra l’altro, esiste una filiera produttiva sufficientemente ampia da soddisfare tutte le richieste del mercato dei microchip?
Sembra di no e questa mancanza, unita al fatto che la rete 5G è ritenuta non diffusa ne affidabile a sufficienza, potrebbero mantenere confinati nell’accademia per un certo tempo i favolosi progressi dell’IA secondo quanto afferma una studioso dell’argomento (Jacob L. Shapiro di New Orleans).
Inoltre dovrà essere creata da zero un’infrastruttura che raccolga, usi e trasmetta i dati mentre il mondo sta effettuando una gigantesca transizione dagli idrocarburi ad altri fonti energetiche.
Come vedete c’è grande fermento e molti punti di domanda.
Gli investimenti fatti perché non possono rimanere senza frutti , e allora avanti!
Troverete qui le slide presentate da Renzo Porro
Di seguito sono intervenuti con le loro presentazioni nell’ordine:
ing. Pedemonte
Vedere qui la presentazione “Ruolo dell’intelligenza artificiale in campo medico”
ing Persi del Marmo
Vedere qui la presentazione “Il monitoraggio intelligente”
ing. Anerdi
Vedere qui la presentazione “Una storia che viene da lontano”
ing Ricciardi
Vedere qui la presentazione “La guida autonoma: Il futuro delle automobili”
ing Forleo
Vedere qui la presentazione “Intelligenza artificiale ed etica delle macchine”
dott.ssa Zambon
Vedere qui la presentazione “L’intelligenza artificiale nel quotidiano”
Al termine dell’evento Renzo Porro ha presentato un documento conclusivo di cui viene riportato il testo e le slide
Siamo arrivati alla fine di questo piccolo excursus sull’IA.
Avete ascoltato molte cose ma queste sono solo poche gocce nel mare dell’IA che pervaderà tutto il nostro mondo.
Prima dell’inizio del nostro incontro avete visto proiettate alcune slide per tramettere alcuni concetti. Spero che la loro proiezione sia stata utile.
Ora riprenderò le più significative.
Soprattutto con lo scopo di ricordare le cose più importanti che dovrebbero essere fatte per consentire una fruizione adeguata e sicura dell’IA e permettere di seguirne l’evoluzione.
Alcuni dei successi dell’IA ci hanno fatto capire che ci sono modi di conoscere la realtà diversi da quelli oggi noti a noi umani:
gioco degli scacchi, elaborazione di modelli di proteine, individuazione di nuovi antibiotici,…
I miglioramenti ottenibili utilizzando l’IA possono essere significativi in tutti i campi.
Per contro ci sono rischi che devono essere considerati con cautela e saggezza e affrontati durante la fase di sviluppo degli algoritmi; tra gli altri:
-pregiudizi e errori nei dati
-facile violazione della privacy
-fake news
-delega delle decisioni
Dovranno essere affrontati problemi derivanti, ad esempio, da:
-grande consumo di energia,
-difficoltà di tenere conto di tutte le situazioni eccezionali (ad esempio all’improvviso davanti a una vettura a guida autonoma può presentarsi un umano, un cane, un cervo, un alce o altro: come tenere conto di tutte le possibilità?)
-rilascio del nuovo algoritmo solo dopo la sicura eliminazione dei possibili errori,
-necessità di enormi capitali intellettuali e finanziari per rimanere all’avanguardia dello sviluppo
-possibilità che possa essere usata per attacchi informatici,
-evitare che renda impossibile il mestiere della diplomazia grazie alla propria rapidità di azione,
-pensare alle modalità di controbilanciare i dislocamenti occupazionali …
…e decidere se:
-limitare il suo utilizzo, oppure
-collaborare, oppure
-rimettere a lei le decisioni
In ogni caso modificherà la nostra esperienza di esseri razionali e cambierà in modo permanente il nostro rapporto con la realtà.
Le difficoltà maggiori, che dovranno essere affrontate in ambito internazionale, probabilmente si incontreranno:
-perché l’etica dovrà avere la meglio sull’interesse nazionale,
-perché per utilizzare l’IA bastano computer relativamente poco potenti e le sue applicazioni, che potrebbero essere anche devastanti, si possono trasportare in una chiavetta USB,
-perché la discussione sulle potenzialità di un’arma cibernetica può equivalere alla sua neutralizzazione permettendo ad un avversario di rimediare a una propria vulnerabilità e ciò renderà difficile la dichiarazione della sua disponibilità.
Indispensabili dunque le iniziative, non solo governative, per affrontare il problema come, ad esempio, il team costituito da Open AI per “vigilare su rischi catastrofici”…
Tra l’altro, per facilitare la capacità di comprensione e per formare le nuove risorse necessarie per gli sviluppi della IA, sarà fondamentale aggiornare i programmi di insegnamento e in particolare:
-insegnare le basi della programmazione fin dalla scuola dell’obbligo,
-inserire lo studio della IA fra le materie universitarie, come già fatto dai Politecnici di Torino e Milano con i corsi specialistici in “data science”.
E dovremo imparare a trattenere sul territorio le nuove competenze che si formeranno: in particolare qui, a Torino, dove a giorni nascerà il Centro Nazionale per l’Intelligenza Artificiale.
Inoltre tutti dovremo imparare a padroneggiare la nuova tecnologia.
E proprio da questo ultimo obiettivo è iniziato il percorso che ci ha portati qui questa mattina.
Grazie a tutti per l’attenzione e ora tempo di porre le vostre domande.
Troverete qui le slide

